A&B: intervista a Tony Carnevale, di G. Livi


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Introduzione

E’ stato definito “l’apripista della rinascita del Progressive in Europa” e per anni ha goduto della stima di due miti del Progressive italiano come Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese, che a più riprese hanno con lui collaborato.
Inserito in diverse enciclopedie e libri dedicati al Progressive, italiani e stranieri, è considerato dalla stampa specializzata fra i pochi capaci di scrivere musica per tutti gli strumenti, dalla band all’orchestra sinfonica.
È Tony Carnevale, un’eccellenza della nostra penisola, che batte la bandiera libera di chi ha sempre caparbiamente prodotto in solitaria i propri lavori (ben sette i dischi a suo nome, di cui l’ultimo coinvolgente ottanta tra musicisti e cantanti), lavorando nell’industria musicale a tutti i livelli, dalla Discografia alla Televisione, passando per il Teatro, la Danza, il Cinema.
È un personaggio unico della scena nazionale: pianista, compositore, arrangiatore, orchestratore, produttore musicale, direttore d’orchestra e di coro, è anche autore di articoli e libri sulla musica. In qualità di formatore di altri artisti, ha elaborato un metodo didattico originale motivato da un serio impegno sociale a tutto vantaggio della diffusione di una nuova cultura musicale: in tale contesto ha fondato ANORA, Associazione Culturale che promuove l’idea secondo cui l’espressione attraverso i suoni è un diritto naturale di tutti gli esseri umani e non un privilegio di pochi “eletti”.
Lo abbiamo incontrato nel suo studio di Roma.

Dreaming a Human Symphony - recensione di G. Livi


La recente ristampa di Dreaming A Human Symphony, la Rock Opera di Tony Carnevale uscita quasi 10 anni fa, ci permette di riparlarne in termini di vero e proprio masterpiece.
Andiamo per gradi.
Il tastierista romano vanta un curriculum di spessore: oltre ad annoverare una discografia solista piuttosto nutrita (nella quale passa indistintamente da un genere all’altro, toccando prog, classica, rock, sinfonismo e metal-prog), è compositore di musiche per film e programmi televisivi (sua, ad esempio, la sigla di “Appuntamento al cinema”), è tra i pochi solisti ad apparire nell’enciclopedia “L’Italia del Rock” (nel cd dedicato al progressive, con il meraviglioso brano “La vita che grida”) e vanta la presenza in diversi testi di settore (“Enciclopedia do Rock Progressivo” del Brasile, “Enciclopedia del Rock Italiano”, “Le petit monde du Rock Progressif Italien”, “Solchi sperimentali – Italia”).

Con questa fatica discografica, l’artista confeziona un’opera rock che si erge a punto di riferimento, a metà strada tra concept sinfonico e musical teatrale, dimostrando di trovarsi a proprio agio anche con i brani cantati, in passato meno presenti nei suoi album.
L’artista ama le sfide: colpisce notare che la voglia di osare, lo spinge a permanere ben poco nei territori prog (fatta eccezione per i brani “I Feel Your Body” e “Lui verrà”), direzionandolo verso le compagini epiche, pomp e addirittura AOR.
I risultati, ovviamente, sono sempre eccellenti, come dimostrano brani come “Sing Me Another Song” e “…Where A Flower Can Stay”, entrambi con un potenziale da classifica statunitense, se solo i mezzi promozionali fossero stati diversi.

Parlando di coraggio, inoltre, stupisce notare che la voce prog italiana per eccellenza, quella di Francesco di Giacomo, viene impiegata in un brano privo di assonanze prog, più votato al rock puro a vocazione determinata e galvanizzante, “The Power Of Freedom”, pezzo che, peraltro, è genuina testimonianza della versatilità del compianto cantante romano, considerato che si tratta di un’esecuzione a dir poco esemplare, pur lontana dagli archetipi progressivi.

L’opera – che all’interno dell’intera discografia dell’artista, a modesto parere di chi scrive, è seconda soltanto all’LP  La vita che grida, di circa un decennio precedente – è anche una delle ultime incisioni in studio del citato Di Giacomo, nonché di Rodolfo Maltese, entrambi presenti nei suoi lavori con una certa puntuale ricorrenza, testimonianza non soltanto di fraterna amicizia, ma anche di stima tra colleghi musicisti, ancorché di differenti generazioni, rinnovata nel tempo con immutata convinzione.

Dreaming a Human Symphony e Il suono ritrovato





Dreaming a Human Symphony e Il suono ritrovato
Un’opera Rock e un libro raccontati dai protagonisti.

In occasione della ristampa del CD Dreaming a Human Symphony, ci incontreremo per stare insieme e rivivere, attraverso i racconti dei protagonisti, due opere di Tony Carnevale legate da un filo comune: una vita dedicata alla musica in tutte le sue possibili coniugazioni.
L’opera Rock, pensata in due diverse sceneggiature, è stata concepita per il teatro ma non è stato ancora possibile realizzarla per gli alti costi di messa in scena: la parte musicale è stata invece prodotta e pubblicata su CD nel 2009 ed oggi riproposta. Tra i lavori personali di Tony è certamente quello più “immediato”, non a caso quello più suonato dalle radio, in quanto composto prevalentemente da brani cantati, contrariamente ai precedenti lavori che vedevano in netta superiorità numerica brani strumentali spesso anche molto complessi che lo hanno reso noto a livello internazionale come musicista Progressive e come uno dei massimi rappresentanti del Rock Sinfonico.
Il libro Il suono ritrovato rappresenta invece “l’impegno sociale” di Tony, che ha dedicato tante energie alla formazione di altri artisti e alla ricerca che ha portato all’elaborazione del metodo ANORA, in netta antitesi con la didattica tradizionale e l’idea di musicista imposta dalla cultura dominante. I suoi Laboratori di musica originale e di ricerca della propria identità artistica sono attivi dal 2000 e hanno avuto prestigiosi patrocini, come quello della SIAE e dell’IMAIE, e diverse sedi, dal Conservatorio alla Scuola di Testaccio.
La location scelta per l’evento ha un particolare significato: l’evoluzione della tecnologia ha portato alla progressiva scomparsa dei negozi di dischi, quei luoghi dove anni fa ci si incontrava per condividere scoperte ed emozioni. Vorremmo, almeno per un giorno, ricreare quei momenti coinvolgendo anche gli artisti, in uno dei pochissimi negozi rimasti ancora attivi grazie alla tenacia di Alessandro Girlando: ci vediamo SABATO 8 APRILE alle ore 17:30 tutti da PINK MOON, in Via A. Pacinotti 5 a Roma (zona Piazza della Radio).
Un incontro da non perdere, informale, musicale, umano, per scoprire quello che si muove “dietro le quinte”.